i racconti del sé

moka e panni tuoi

Ho appena dato spazio alla moka…errore nero! Come ho fatto a cadere nel tranello? La signora di coccio, che vive in cucina e che gentilmente si prende cura delle note capsule all’interno del suo poco modesto busto, stamattina mi ha comunicato di essere a secco. Così la mia mano, senza troppo indagare, si è diretta verso il mobiletto blu, quello sopra allo scolapiatti, hai presente? Lì, aprendo lo sportello a scorrimento, la birichina a cinque dita stanche ha trovato la moka da uno. Che poi da uno non è, visto che due tazze te le concede. Prendi, svita, inserisci il caffè da giorni in coda nel frigo, riavvita, stringi bene, posiziona la trappola sul fornello, accendi il gas e vai.

Il risultato, dopo tanto trafficare, un veleno color ricordo.

Al primo sorso non ho fiatato. Piuttosto ho fatto la vaga, guardando furtivamente il tempo rimanente al termine del lavaggio della seconda lavatrice del giorno.

Al secondo sorso, però, non ho resistito ed in automatico, tra una smorfia ed inevitabile disgusto, mi sono scappati dalla fronte dei pensieri. I miei, i tuoi e quelli di mio zio. Ovvio. Poi si sono aggiunti quelli di mia madre e via, un traffico senza sosta. Polvere, sporco, vene indaffaratissime, quasi troppo gonfie.

E’ inutile che me lo chiedi, lo sai bene che tipo di pensieri sono sbarcati. Malinconia, fastidio, impotenza e panni su panni da stirare. Persino i torti, che te lo dico a fare! Un mare di torti. Delusioni, acido immeritato. Panchine riverniciate di ruggine fresca. Quel giusto pizzico che ti rende seria e bum.

Colpa del veleno color ricordo.

Ora sono seduta davanti al mio tavolo di lavoro e tra pochissimo riprendo i doveri del sé ma il sapore acido e malato dei due sorsi si è ancorato in gola come una secchiata di more marce su un muro bianco.

Avrò modo di raccontarti, un giorno, cosa sarei stata disposta a fare alle 13.34 di quel giovedì pur di non tornare. Ora è inutile parlarne, la lavatrice ha finito il secondo ciclo. Vado a stendere i panni.

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Il tutto e il niente

Discussione

6 pensieri su “moka e panni tuoi

  1. hai molto da fare allora 🙂 pazienza cara…sereno pomeriggio di sole x te

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    Pubblicato da mairitombako | 2 ottobre 2014, 15:11
  2. quando si dimentica la moka bisogna dargli due possibilità: la prima si butta, la seconda si beve (questo so per gli amici a cui sottoporre caffè dalla mia macchinetta dimenticata che io non ne bevo mai)

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da libera.mente | 3 ottobre 2014, 17:43
  3. con me la moka non rischia mai di essere “abbandonata” … credo che non mi abituerò mai al retrogusto un po’ metallico del caffè delle cialde 🙂

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da gattaliquirizia | 3 ottobre 2014, 21:45
  4. Ok, ti dico la verità…ma solo a te, eh! quindi zitta zitta che è un segreto…
    io adoro il caffè della benedetta moka e la piccola furba lo sa bene…talmente bene che ha deciso di punirmi…e sai perché? solo perché mio marito tempo fa ha preso qualche capsuletta al centro commerciale e quando vai di corsa le capsule sono amiche (o almeno così dicono d’essere)… risultato? quello che ho scritto…
    che dici, se la carico qualche altra volta con caffè di prova possiamo far pace? convincila, ti prego! 😉

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    Pubblicato da Mumaclo | 4 ottobre 2014, 19:58

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