ricordi

Ti racconto. Ora no.

Mi capita spesso di lavorare la sera. È l’unico momento in cui la casa diventa più rispettosa degli spazi altrui e la concentrazione arriva.

Mi siedo, in salone, muovo il mouse per dar vita allo schermo in stand by e comincio a digitare numeri e destini degli altri. In genere non mi pesa questa situazione e riesco a lavorare anche fino alle 4, ora in cui il vicino di casa riceve il giornale a domicilio.

Stasera, però. Stasera.

Stasera non riesco. Non ho voglia. Mi pesa tutto. Stasera no. Stasera sai che faccio? Stasera ti racconto qualcosa.

Ti racconto di quando ero piccola ed ero follemente innamorata di mio padre. Ti racconto di quando insieme andavamo a far passeggiate per i monti adorati e lui raccoglieva fragoline di bosco per un esercito per poi farle trasformare da mamma in memorabili marmellate e ti racconto anche di quando un giorno, nel seguirlo in un dirupo, sono finita chiappe a terra guadagnando un ematoma rimasto vivo per un buon mesetto.

E potrei raccontarti anche delle nostre domeniche in città, io, lui, la sua stanchezza a forma di pancia e la mia felicità di poter stare insieme per qualche ora. Ricordo quei pomeriggi di dita sporche di pop corn e film visti al cinema e lui che spesso perdeva i finali, rapito da quel sonno perso anni prima. E la bomboniera a fine primo tempo. Dio che buona! Non era domenica di cinema senza una scatoletta di quelle. Ora la confezione è più piccola ma prima di bomboniere dentro ce n’erano una quantità industriale e… Era bello! I film con papà. La domenica con lui. Io e lui. Era bello, sì. 

Dei nostri giorni feriali, invece, ho poco da raccontare. Lui lavorava tutto il giorno e di me ricordo solo una bimba seduta in salone, dietro al vecchio tavolo di nonna, intenta a studiare. Intenta a non capire tante cose.

Potrei raccontarti anche del giorno in cui a nuoto abbiamo fatto un’esibizione di sincro pre campionato e lui, non si sa per quale strano caso della vita, era lì, tra il pubblico. Era la prima volta che mi vedeva nuotare. Avevo non più di 11 anni ed un’emozione addosso talmente grande che a metà esercizio sono caduta ad una verticale, vergognandomi come una ladra. Mi sono odiata per settimane, ricordo. Avevo perso l’occasione, l’unica occasione di fargli vedere che di nuoto ci capivo qualcosa. Di fargli vedere che anche ne capivo qualcosa.

Stasera è così, Remo. Ti racconto tutto questo, cercando di aggiungere dettagli e particolari mai visti tipo io lui e lunghe passeggiate mano nella mano, io lui ed il Natale insieme, io lui e sorrisi e giochi e frasi. Frasi. Frasi che mi avrebbero fatto bene, tanto bene che ogni tanto fingo di aver sentito.

L’ho amato, Remo, nonostante la vita ci abbia tenuto lontani. L’ho amato.

L’ho amato. Anche quando non c’era.

Come quando non ci sei tu. Ed io faccio finta di sentire cose che non mi hai mai detto e faccio finta di non volerle neanche sentire.

Sai che facciamo?

Domani te lo dico. Ora no. Sono le 4.

Ora no.

Informazioni su Mumaclo

Il tutto e il niente

Discussione

16 pensieri su “Ti racconto. Ora no.

  1. Ma che bella cosa hai scritto. Hai sciolto tutti i nodi e hai lasciato scorrere tutto questo. C’è da sperare, da padri di essere destinatari di un amore così.

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da Simone, quello di @purtroppo | 6 giugno 2015, 14:51
    • Grazie Simone.
      Se sei papà ed in particolare di una bimba,ogni tanto dalle un bacio di sorpresa, senza un motivo specifico e dille che sei fiero di lei.
      Le farai guadagnare un sorriso indistruttibile 🙂

      "Mi piace"

      Pubblicato da Mumaclo | 7 giugno 2015, 20:12
  2. Mi piace tanto questo blog. È impossibile non riconoscersi in tutte queste parole. Hai parlato di un ricordo che forse appartiene a tutti. Non lo so, ho letto il post e mi sono ritrovata subito.
    E poi, le parole!
    Parole scelte bene, ben disposte ed efficaci. Complimenti! 🙂

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da lazonafrank | 8 giugno 2015, 13:32
  3. la descrizione di un padre che mi ha fatto emozionare… gli occhi della bambina che disegnano la stanchezza nei tratti della pancia, i finali persi e la consapevolezza dei ruoli della vita… gli occhi fissi al punto di riferimento, il piccolo che diventa grande e la grandezza che si cela nella piccola bambina… per queste immagini, per queste emozioni, posso solo dire… wow….

    Piace a 2 people

    Pubblicato da Erik | 17 giugno 2015, 11:43
  4. Io, che a me piace ridere del mondo, e invece mi hai fatto commuovere… vergogna!
    (Sei brava, sai?) 🙂

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da Guido Sperandio | 19 giugno 2015, 12:18
  5. Spero che un domani anche mia figlia scriva un post così bello e soprattutto si ricordi di tutte le passeggiate al parco a raccogliere fiori!

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da avvocatolo | 21 giugno 2015, 08:35
  6. Mi hai fatto tornare in mente questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2015/11/29/cio-che-conta-davvero/. L’hai visto?

    Piace a 1 persona

    Pubblicato da wwayne | 13 luglio 2016, 11:14

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Follow Mumaclo on WordPress.com

ghiacciaia

Briciole preziose

  • 7.449 visite
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: