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Al bar

C’è gente, come me, che dovrebbe vivere in un bar. Non tutto l’anno ma in specifici periodi sì. Tipo d’estate, tipo ora, tra le 6.45 e le 8.13 di mattina. Quando è giorno per modo di dire. E’ quello il luogo giusto e l’ora giusta per rimandare, seppur momentaneamente, tutto il resto. E’ quello il momento … Continua a leggere

Mara, il marasma ed il mare.

Non devi aver paura. E’ solo una momentanea distrazione, la mia. Una corsa verso il dover fare il fattibile, pur di non dover comprendere il resto. Alcuni lo chiamerebbero effetto lunedì. Altri, la beffarda carezza dell’Estate. Io inquadrerei il tutto in una richiesta di mia attenzione o di auto-attenzione, se così può dirsi. Che a dirsi, … Continua a leggere

Titolo a cosa?

Non sempre si inizia qualcosa che vive dentro. Come queste righe che prendono vita. Non so dove andranno a finire ma loro scorrono. Così. Nel disordine di un’apparente corrente ordinata. Non so scrivere, non me lo ricordare ogni volta, amico mio. Lo so. Ma so buttar giù. Che sia buono o sciocco, butto giù quello … Continua a leggere

Di mancate parole

Quante ne racconta un treno in corsa? Forse una o forse tutte, lui non sa, se non dove andrà. Lui raccoglie e distribuisce. Lui ascolta e qualche volta risponde. Quante ne custodisce un treno che fugge oltre la ragione? Di certo nulla altro se non indisciplinate righe incastonate in ibride poesie e dolci pensieri dedicati. E … Continua a leggere

Tant’è

Non è poi così facile spiegarti cosa si prova ma, credimi, non è cosa da poco. Non è cosa da poco sentirsi nuovamente vivi dopo un incidente di percorso, dopo le facce sorprese dei medici nel vederti non propriamente in forma, dopo gli scatti incontenibili dei pensieri che riempiono la tua testa in quella fottuta e … Continua a leggere

Ore fa.

  Ho come un sentimento che sa di ovatta e pane bruciato. Un viale troppo stretto e l’equilibrio che vacilla. La penna è nell’altra stanza, tra chi si sente tradito e dimenticato ed io non posso dormire se so che tu riposi sopra giornali laidi di pregiudizi altrui. Siamo vagabondi in fiumi diversi e figli di … Continua a leggere

un granello di sabbia e cinque lire a farmi grande

 È successo che uscendo di casa dopo pranzo, per andare a prendere mio figlio a scuola, l’ho riconosciuto ed è stato incredibile, surreale. Era proprio lui, l’odore della vecchia casa al mare, della mia infanzia, dei miei capelli sempre corti e dei miei cugini biondi. L’odore delle vacanza e delle meraviglie tanto soggettive quanto preziose … Continua a leggere

Io e la me degli altri

Ma per nulla facile fu ondeggiare in quell’incontro. L’aria era stretta e tutto aveva il gusto di nebbia. Un bianco da morso a far da fitta nel cuore e lei, vaneggiando tra una raccomandazione e l’altra, ancora chiedeva del tempo all’impaziente incomprensione. Quanti quadretti a carezzar quelle gambe stanche! La stoffa in sposa portava in … Continua a leggere

capisci?

è che sono tantissime ed ascoltarle tutte mi fugge il respiro. gridano e spingono e giù gomitate a chi vuol esser la prima a parlare. senti quelle voci balbettare dentro. poi apri le mani e chiudi gli occhi. neanche fosse domenica. neanche fosse donna. l’attesa. ma sempre lì sono e non si danno pace. gridano. … Continua a leggere

Scegli un colore

Ho appena fatto pace con la moka, non potevo tacere al riguardo. Ci siamo date fiducia a testa e lei, poco fa, in quanto regina dell’olio del desiderio nero, mi ha concesso appello, offrendo un vetro degno di stupore. In tutto questo ho già assaporato il pragmatico bosco dietro casa dove persino Daxi sembra più … Continua a leggere

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Briciole preziose

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